Carburanti: Faib, polemiche pretestuose. Ma taglio accise sarebbe opportuno in caso di ulteriori aumenti del prezzo del barile

benzina_acciseLe polemiche di queste ore sui prezzi dei carburanti, comunque legati a dinamiche internazionali, sono pretestuose. Bisogna considerare infatti che in questi ultimi anni il comparto ha conosciuto una profonda crisi, che si è tradotta in perdita di volumi erogati, chiusura degli impianti, progressivo impoverimento dei margini e  abbandono del mercato da parte delle grandi Compagnie.  In questo scenario pensare a manovre speculative sul mercato interno non è nell’ordine delle cose né nell’interesse degli operatori che di certo non vogliono aggravare il calo dei consumi.
Nonostante la recente congiuntura favorevole, che per un lungo periodo ha tenuto basse le quotazioni internazionali del greggio, il settore sta ancora pagando gli effetti della crisi. Che è cominciata nel 2007 e ancora non terminata: il raffronto tra gli erogati di quest’anno e del periodo precedente alla recessione, mette in evidenza che i consumi sulla rete ordinaria si sono ridotti complessivamente di 4,6 miliardi di litri. Una perdita complessiva per i gestori di circa 130 milioni di euro in 9 anni, a cui si aggiungono tutti i punti vendita chiusi e la conseguente espulsione di centinaia e centinaia di lavoratori.
Tuttavia se il prezzo del barile dovesse aumentare ancora, come sembra prevedibile, si potrebbe intervenire come suggeriscono le Associazioni dei consumatori, che reclamano un taglio delle accise: un intervento che permetterebbe di rendere più morbido il ritorno alla crescita dei prezzi per gli automobilisti e di dare nuovo impulso ai consumi.

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