Confesercenti Veneto Centrale traccia il bilancio della prima settimana di riapertura dopo il lock-down

Ripresa al rallentatore per negozi di abbigliamento, difficile per bar e ristoranti, bene per centri estetici e parrucchieri e buon afflusso nei mercati all’aperto

Ormai  quasi il 100% delle attività commerciali ha riaperto i battenti dal lunedì della scorsa settimana. In questo rilevamento su oltre 200 attività della provincia emerge che il 36.1% delle attività che hanno riaperto hanno avuto vendite insoddisfacenti mentre un altro 26,4% molto insoddisfacenti.

Questa situazione si aggiunge al già difficile stato di tantissime piccole imprese prima dell’evento COVID 19.

In questo quadro di riferimento generale dichiara il Presidente Rossi, dobbiamo constatare come 6 commercianti su 10 intervistati dichiara di avere aperto e continuare l’apertura anche di fronte ad una attività che per il momento è in perdita.

Sono bar, ristoranti e negozi moda i settori più insoddisfatti da questa prima settimana di apertura. Nei bar e ristoranti l’apertura è stata rallentata dall’adozione delle regole di convivenza con il Covid 19.

Nel settore moda lo spostamento ai primi di agosto (ormai sicuro) dei saldi di fine stagione avrebbe dovuto agevolare le vendite del magazzino primavera/estate cosa che è avvenuta nei primissimi giorni di apertura ma poi si è di molto rallentato.

Il distanziamento, l’uso delle mascherine ecc. hanno rallentato l’attività e nei consumatori non è ancora del tutto assorbito il pericolo virus.

Va sottolineato, continua Rossi, che il fenomeno ‘movida’ riguarda un numero limitatissimo di bar. Non va quindi generalizzata l’immagine di bar strapieni di giovani che bevono spritz. La stragrande maggioranza di bar e ristoranti della provincia stanno faticando, e non poco, a convivere con le linee di indirizzo per la difesa dal contagio sia per i clienti che per il personale e la quasi totalità ha dovuto ridurre drasticamente il numero dei posti a sedere o rallentare i flussi di clienti al banco.

Partite a gonfie vele le attività che definiamo ‘centri benessere e della bellezza in maggioranza centri estetici e parrucchiere.

L’apertura dei mercati all’aperto ha incontrato da subito la preferenza dei consumatori e nelle giornate di Sabato e Domenica abbiamo avuto in tutta la provincia una ottima presenza di visitatori. Quasi tutti i mercati sono a regime, qualche eccezione ( si contano nelle dita di una mano) per problemi di sicurezza ma già nel prossimo fine settimana è prevista la riapertura totale.

Per quanto riguarda il territorio, è l’area delle terme e dei colli dove si concentra il maggior numero di attività che segnalano un avvio positivo. (33,3 + 16,7%)  mentre va rilevato come i più delusi siano i commercianti della bassa padovana.

C’era e c’è voglia di tornare alla normalità, dichiara il Presidente Rossi. I commercianti in questa prima settimana hanno dimostrato la loro capacità di convivere con il virus e di sapersi organizzare per un perfetto servizio ai clienti.

Il dato che continuiamo a sottolineare, continua Rossi, è che in questi mesi di lock-down il consumatori hanno riscoperto il ‘negozio di vicinato’  quello di quartiere , quello sotto casa che ha garantito sicurezza e servizio a domicilio. Secondo i negozianti del settore alimentare in questi due mesi nei loro negozi sono entrati o hanno fatto acquisti almeno un 40% di nuovi consumatori. Con questo dato significa che almeno 8 padovani su 10 hanno riscoperto il valore della bottega sotto casa.

Le piccole imprese del terziario, continua e chiude Rossi, ci sono, stanno facendo il loro lavoro ma attenzione se vogliamo dare futuro a questa realtà che rappresenta lavoro, presidio sociale del territorio e servizio complementare al turismo servono aiuti. Servono interventi urgentissimi, serve liquidità.

Obiettivo della Confesercenti è che nessuna impresa sia persa a causa del Covid19 e mi auguro che sia un obiettivo comune.

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