Coronavirus: AIGO Padova, ospitalità diffusa in ginocchio

Necessario sospendere gli affitti commerciali per b&b e affittacamere

L’ospitalità diffusa, costituisce una delle principali offerte ricettive del Paese, in crescita nel gradimento sia da parte dei turisti stranieri che italiani ed è un grave errore pensare che sia solo la leva del prezzo a far propendere verso questa scelta: si configura come una risposta alle mutate esigenze dei viaggiatori.

Assoturimo Confesercenti ha fondato anche a Padova, l’anno scorso, il sindacato di riferimento dell’ospitalità diffusa, AIGO.

“Come tutto il comparto ricettivo, anche quello dell’extra-alberghiero ha subito dall’inizio dell’emergenza del virus una battuta d’arresto causata da almeno 80% delle disdette, percentuale arrivata presto al 100% in pochi giorni” dichiara Maurizio Francescon segretario Regionale di Assoturismo Veneto Confesercenti.

“Con l’ultimo decreto di Marzo poi le strutture ricettive diverse dagli hotel devono stare chiuse, a meno che non ospitino persone impegnate in attività funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. Pensiamo che nel solo comune di Padova sono 300 le strutture ricettive classificate del comparto extra alberghiero”.

Ecco che i nostri associati tirano un sospiro di sollievo nella conferma degli assessore Bressa e Colasio di quanto si stava ventilando da qualche giorno nel corso di diversi contatti, ovvero la sospensione del versamento dell’imposta di soggiorno del 15 aprile”.

“Coloro che vedono il nostro comparto come concorrenziale rispetto a quello alberghiero, sbagliano. A parlare è Valeria Zampieri per AIGO Confesercenti. Si tratta di un’offerta complementare, diversa che, grazie alle sue caratteristiche e valori, il turista ha la possibilità di vivere. Molte attività sono gestite a livello familiare, e sono unica fonte di sostentamento.  Ricordiamoci che c’è anche chi paga l’affitto per questa attività ricettiva. Ecco perché in questo momento di emergenza, abbiamo chiesto come AIGO Confesercenti Nazionale che tra le misure del prossimo decreto ‘Cura Italia’ si parli di credito di imposta sugli affitti non solo ai locali commerciali C1 di negozi e botteghe, ma anche per il comparto extra-alberghiero”.

Il turismo italiano si sviluppa in immobili residenziali di categoria quasi esclusivamente A2 per l’extralberghiero e commerciale di categoria D2 per l’alberghiero. Inoltre, il credito di imposta prevede un versamento di affitto ai proprietari delle mura: ma per la maggior parte dei gestori non sarà possibile avere la liquidità, non avendo lavorato a marzo e con la prospettiva di non lavorare nemmeno ad aprile e maggio.

“Non bisogna dimenticare le significative opportunità di lavoro e di valorizzazione immobiliare che il settore offre a tutta l’economia del Paese, conclude la Zampieri. Senza contare che abbiamo partecipato attivamente agli incontri organizzati dal Comune e dalla destinazione turistica Padova per portare il nostro contributo al lavoro di targhettizzazione del turista, a cui cerchiamo sempre di offrire informazioni aggiornate sul panorama di offerta turistica e culturale che offre la nostra città”

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