Corte Conti: “Intervento su Iva giustificato e preferibile”

Gutgeld: “Non aumenteremo l’Iva, problema è evasione”

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Un intervento sull’Iva sarebbe giustificato dalla posizione di ‘fanalino di coda’ che il nostro Paese occupa nella graduatoria europea sul rendimento dell’imposta e sarebbe preferibile ad altre forme di imposizione indiretta, sia per l’ampiezza ella base imponibili su cui si distribuirebbe, sia in considerazione dei ripetuti stress cui sono stati finora soggetti altri comparti (le accise, innanzitutto). E’ quanto ha sottolineato la Corte dei Conti nel Rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica. Secondo i magistrati contabili, “se, oltre al taglio delle spese, un contributo sarà necessario sul versante entrate, un’ipotesi in discussione non escluderebbe, oltre a una revisione delle spese fiscali, un intervento sull’Iva”. Intervento che, osserva la Corte dei Conti, “si configurerebbe fra i meno distorsivi quanto a impatto sull’economia e resterebbe nell’area individuata dalla clausola di salvaguardia rinnovata per il 2016”.
Nel Rapporto della Corte si suggerisce “in via prioritaria un profondo riassetto della base imponibile, redistribuendo la collocazione fra l’aliquota ordinaria e quelle agevolate. Un intervento di tale natura potrebbe consentire di dare una risposta anche all’esigenza di ridimensionare l’area di erosione legata al tributo”. I magistrati contabili hanno ricordato, infine, che il rendimento dell’Iva in Italia “non raggiunge il 6% del Pil, il livello più basso fra i paesi Ue e ciò è dovuto a una struttura impositiva penalizzata da un tasso medio di prelievo (15,5%) fra i più bassi d’Europa (22esima la posizione italiana) e l’elevato tasso di evasione: nelle stime del Mef poco più di 40 miliardi annui, ossia il 34% del gettito potenziale, più del doppio di quello (15,2%) stimato per l’insieme dei Paesi Ue”.

“Il governo non aumenterà l’Iva” – ha affermato Yoram Gutgeld consigliere economico del premier, Matteo Renzi, a margine della presentazione del Rapporto della Corte dei Conti. “Non faremo un intervento sull’Iva – ha osservato Gutgeld – con tutto il rispetto per la Corte dei Conti, non aumenteremo l’Iva”. Secondo il commissario alla Spending review, “il problema vero dell’Iva è l’evasione e su questo c’è un percorso: la strada è di andare verso la digitalizzazione delle transazioni di business e questa è la strada che abbiamo davanti e su cui stiamo lavorando”.

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