Crisi, Gozi: “Con piano Junker privilegiare Pmi più esposte”

‘I 21 miliardi di partenza sono importanti, ma non bastano’

euro

“Puntiamo su energia, trasporti, digitale, scuola e Pmi, come dimostrano i 98 progetti che abbiamo inviato a novembre alla task force europea. Sarà importante attuare la clausola di addizionalità prevista dal piano Junker. Questa prevede infatti che le nuove risorse debbano essere destinate a progetti che per la loro natura sono stati finora esclusi dai finanziamenti della Bei perché considerati rischiosi. Sulle Pmi l’Italia ha insistito in sede di negoziato che la priorità vada a soggetti che hanno sofferto di più con la crisi”. Lo afferma Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei, in un’intervista al Sole 24 Ore.
“È un piano che abbiamo fortemente voluto e che definisce il rilancio degli investimenti una priorità europea e nazionale. Ci sono tutte le premesse per un cambio di passo, con la finanza al servizio della crescita”, dice Gozi. “I 21 miliardi di partenza sono importanti, ma non bastano. Ora occorre agire su quattro fronti: una migliore capacità di progettazione, un partenariato pubblico-privato, la sinergia con i fondi strutturali e l’attenzione a progetti finora giudicati troppo rischiosi”.

 

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