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Def: Renzi, eliminate clausole di salvaguardia, no aumenti tasse nel 2015

No tagli a enti locali, ma spending continua. Padoan: Pil crescerà dello 0,7% quest’anno, dell’1,4% nel 2016 e dell’1,5% nel 2017

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“Le clausole di salvaguardia saranno totalmente eliminate” .Lo ha rivendicato il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa a palazzo Chigi, al termine della prima discussione in Cdm sul def. “E’ finito il tempo in cui i politici chiedevano i sacrifici ai cittadini. I cittadini sanno che da questo governo non vengono richieste nuove tasse. Abbiamo fatto gli 80 euro, il taglio dell’Irap, la detassazione sul lavoro e continueremo. Certo c’è bisogno di far dimagrire un po’ la macchina pubblica, ma se i sacrifici li fanno i politici male non fa: se saltano poltrone nei Cda delle partecipate non è un sacrificio…”, ha concluso sul punto Renzi. Per questo il Def, spiega il premier, non prevede “ne’ aumenti di tassazione ne’ tagli alle prestazioni che i cittadini ricevono. “Nel 2015 riduciamo le tasse per 18 miliardi più i 3 di clausole che eliminiamo. Incontriamo prima di venerdì i comuni e se c’è bisogono anche le regioni, ma ribadisco: non ci sono tagli per il 2015. Punto. Che poi nel 2016, 2017 e 2018 la revisione della spesa debba continuare è un dato di fatto. A settembre-ottobre rifletteremo su dove mettere i soldi che arriveranno dalla spending” e dalla voluntary discolsure: “Sulle clausole di salvaguardia, o per ridurre le tasse, o magari investire su determinate priorità che in quel momento ci sembreranno opportune”.

“Le clausole di salvaguardia – ha spiegato ulteriormente il ministro all’Economia Pier Carlo Padoan – saranno disinnescate in parte con la spending review, in parte “automaticamente” con benefici della crescita”. Che dovrebbe essere migliore del previsto. “Il Pil nel 2015 – ha afferrato Padoan – si attesterà allo 0,7% e il disavanzo al 2,6% del prodotto interno lordo.  Nel 2016 il Pil si attesterà all’1,4 e all’1,5 nel 2017. Il deficit/Pil 2016, invece, scenderà all’1,8. Se come noi pensiamo, si consolida la fiducia dei cittadini e delle imprese dopo che si è consolidata la fiducia nei mercati e fiducia nelle istituzioni, allora le aspettative che abbiamo adesso potrebbero essere sbagliate per difetto potremmo avere numeri più positivi”

 

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