Fisco, la Camera approva la delega al Governo per la riforma del sistema

Rete Imprese Italia: “indirizzi importanti, ma serve riduzione pressione fisco”

“La delega fiscale, approvata oggi in prima lettura dalla Camera, contiene indirizzi importanti, ma non crea le condizioni per una riduzione della pressione fiscale in tempi brevi. Le aspettative, che aveva legittimamente generato, rimangono in parte deluse soprattutto poiché si è deciso di destinare le risorse recuperate dall’evasione fiscale, in via prioritaria, alla riduzione del debito pubblico e non alla riduzione della pressione fiscale, così come sarebbe necessario. L’alleggerimento della tassazione sulle imprese e sul lavoro  è un presupposto irrinunciabile per consentire il cambio di fase dell’economia italiana”. Lo si legge in un comunicato di Rete Imprese Italia.
“Il testo – sottolinea Rete Imprese Italia – nel corso del primo passaggio parlamentare  è stato arricchito di contenuti positivi, come gli incentivi alla fatturazione elettronica a fronte di una riduzione di adempimenti ed una rivisitazione della tassazione nel caso di cessione d’impresa a titolo oneroso per ridurre un eccessivo carico fiscale che ha bloccato, di fatto, i passaggi di imprese”.

“Del ddl delega – continua il comunicato – apprezziamo in particolare la volontà di rendere neutra, rispetto alla forma giuridica, la tassazione d’impresa; di rivedere in maniera sistematica gli adempimenti e i regimi fiscali in un’ottica di semplificazione; di fornire  nuovi indirizzi in materia di riscossione coattiva e di riforma del sistema sanzionatorio”.

“Ci aspettiamo, adesso, che il passaggio del testo al Senato consenta di accogliere – conclude la nota di Rete Imprese Italia – anche la richiesta di riconoscimento di un credito d’imposta per gli oneri legati a nuovi adempimenti che dovessero essere imposti al sistema delle imprese finalizzati unicamente ad attività di controllo”.

Approvata in prima lettura alla Camera la legge delega al governo per la riforma del sistema fiscale. L’esecutivo avrà 12 mesi di tempo per adottare i relativi decreti legislativi, ma almeno uno degli schemi di decreto dovrà essere deliberato in via preliminare dal Consiglio dei ministri entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della delega. Tra le norme delegate è stata introdotta una riforma del catasto, basata sulla determinazione del valore delle abitazioni non più sul numero dei vani ma sui metri quadrati e riferita al valore di mercato e una regolazione più stringente sulle sale giochi.
Predisposto anche un monitoraggio dell’evasione fiscale e la presentazione da parte del Mef di un rapporto annuale sull’economia e sull’evasione fiscale e contributiva. Viene previsto poi dalla Camera che le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e all’erosione fiscale debbano confluire nel Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale al netto delle spese per ridurre il deficit del debito pubblico e si introduce una nuova disciplina, piu’ garantista per i contribuenti, sull’abuso dei diritto e l’elusione fiscale. Il governo è stato demandato inoltre a delineare  una nuova forma di gestione del rischio fiscale e della governance aziendale, la rateizzazione dei debiti tributari, la revisione della disciplina degli interpelli e  incentivi sotto forma di minori adempimenti alla compliance fiscale. Delega al governo anche per la revisione degli adempimenti superflui o che diano luogo a duplicazioni e che risultino di scarsa utilità per l’amministrazione finanziaria. Rivisto il sistema sanzionatorio amministrativo e penale con una depenalizzazione dei reati minori.

Inoltre, si dispone la semplificazione dei centri di assistenza fiscale e degli intermediari fiscali, con il potenziamento dell’utilizzo dei sistemi informatici. La delega prevede poi la revisione dell’imposizione dei redditi d’impresa, di lavoro autonomo e sui redditi soggetti a tassazione separata e un riordino della disciplina e delle aliquote Iva per un completo recepimento della direttiva Ue del 2006, di bolli e accise. Nuove forme di fiscalita’ sono previste a sostegno dello sviluppo sostenibile e per la green economy. Dai decreti legislativi, prevede espressamente la delega, “non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ne’ un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti”.

Rete Imprese Italia: “La delega approvata dalla Camera contiene indirizzi importanti, ma delude le aspettative per una riduzione della pressione fiscale in tempi brevi”

“La delega fiscale, approvata oggi in prima lettura dalla Camera, contiene indirizzi importanti, ma non crea le condizioni per una riduzione della pressione fiscale in tempi brevi. Le aspettative, che aveva legittimamente generato, rimangono in parte deluse soprattutto poiché si è deciso di destinare le risorse recuperate dall’evasione fiscale, in via prioritaria, alla riduzione del debito pubblico e non alla riduzione della pressione fiscale, così come sarebbe necessario. L’alleggerimento della tassazione sulle imprese e sul lavoro  è un presupposto irrinunciabile per consentire il cambio di fase dell’economia italiana”. Lo si legge in un comunicato di Rete Imprese Italia.
“Il testo – sottolinea Rete Imprese Italia – nel corso del primo passaggio parlamentare  è stato arricchito di contenuti positivi, come gli incentivi alla fatturazione elettronica a fronte di una riduzione di adempimenti ed una rivisitazione della tassazione nel caso di cessione d’impresa a titolo oneroso per ridurre un eccessivo carico fiscale che ha bloccato, di fatto, i passaggi di imprese”.

“Del ddl delega – continua il comunicato – apprezziamo in particolare la volontà di rendere neutra, rispetto alla forma giuridica, la tassazione d’impresa; di rivedere in maniera sistematica gli adempimenti e i regimi fiscali in un’ottica di semplificazione; di fornire  nuovi indirizzi in materia di riscossione coattiva e di riforma del sistema sanzionatorio”.

“Ci aspettiamo, adesso, che il passaggio del testo al Senato consenta di accogliere – conclude la nota di Rete Imprese Italia – anche la richiesta di riconoscimento di un credito d’imposta per gli oneri legati a nuovi adempimenti che dovessero essere imposti al sistema delle imprese finalizzati unicamente ad attività di controllo”.

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