Dl Rilancio, Assoviaggi: “Turismo organizzato è stato ignorato. Settore ancora in crisi, intervenire subito su contributi a fondo perduto e ammortizzatori sociali”

Turismo organizzato: Assoviaggi, nel 2023 11,5 milioni di italiani scelgono agenzie di viaggi e tour operator per andare all'estero

“Dopo quattro mesi di lavoro, tavoli, richieste, studi, documentazioni delle dinamiche, purtroppo siamo costretti a constatare che anche il decreto rilancio dimentica completamente il turismo organizzato”. Così Gianni Rebecchi, Presidente di Assoviaggi, l’associazione delle agenzie di viaggio Confesercenti.

“Eppure – continua Rebecchi – si tratta del settore che, come ormai certificato da tutti gli studi, anche a livello mondiale, è quello che ha subito più di tutti l’impatto della crisi. Una crisi che rischia di avere serie conseguenze su occupazione e Pil, visto che il turismo organizzato dà lavoro a oltre 50mila addetti e genera circa 20 miliardi di euro di fatturato. Nonostante questo, e nonostante le richieste avanzate dalle imprese, il DL Rilancio non entra nel merito di questo settore e non ne prende in considerazione le specificità. Il contributo a fondo perduto previsto dal Dl rilancio, così come è parametrato attualmente, non è andato incontro al turismo organizzato, in quanto prende in considerazione solo il calo di fatturato registrato nel mese di aprile”.

“Bisogna fare di più”, spiega il Presidente di Assoviaggi. “Le dinamiche di agenzie di viaggi e Tour operator sono diverse da quelle delle imprese di altri settori. Per noi le difficoltà non sono terminate: con i flussi turistici ai minimi termini e la chiusura de facto di molti confini Extra Ue, il mercato è ancora debolissimo e le nostre imprese rimangono a fatturato zero”.

“Riteniamo dunque assolutamente necessario – conclude Rebecchi – un piano di intervento ad hoc che tenga conto delle specificità del turismo organizzato. In primo luogo, occorre aumentare il fondo dell’articolo 182 per agenzie di viaggio e tour operator, in modo da integrare quanto è venuto a mancare con il contributo a fondo perduto previsto dal decreto rilancio. Inoltre, chiediamo urgentemente al governo e al Mibact la proroga degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2020 e che il credito di imposta sugli affitti faccia data da giugno. È fondamentale prorogare anche le scadenze fiscali, ad oggi previste per il 30 settembre, almeno fino alla fine dell’anno”.

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