E-cig, Iss impreciso. Crollano vendite non uso abituale

Federici: “Legislazione fa inabissare acquisti, ormai on line per l’ 80%”

ansa - grafici - Controversy over Electronic cigarettes in France

“Alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco sarebbe opportuno fornire dati corretti sull’uso delle sigarette elettroniche in Italia: è vero che c’è stato un crollo negli ultimi due anni, ma non nell’uso di questo strumento alternativo alle bionde tradizionali, quanto piuttosto delle vendite nei negozi specializzati, sempre più rimpiazzati dal commercio on line”. Così Massimiliano Federici, presidente della Fiesel-Confesercenti, commenta i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità dai quali emergerebbe appunto un “crollo” nell’uso delle E-Cig.

La flessione più significativa nell’impiego delle sigarette elettroniche, riportata dal Rapporto Annuale sul Fumo dell’Iss, relativa al periodo compreso tra il 2013 ed il 2014, che segnala un passaggio da 510 mila a 255 mila utilizzatori abituali, per poi risalire a 350 mila nel corso del 2015, coincide con lo spostamento del commercio dai banchi dei negozi specializzati a quelli virtuali dei negozi on line.

“L’inabissamento del commercio di sigarette elettroniche – sottolinea Federici – che oggi viene effettuato per l’80% in rete e soltanto per il restante 20% negli esercizi tradizionali, è la diretta conseguenza della vera e propria persecuzione perpetrata contro le e-cig e non interrotta nemmeno dalla legge attualmente in vigore. Una persecuzione che ha prodotto un incremento inaccettabile dei costi con relativa ricerca, da parte degli utenti, di soluzioni commerciali a prezzi più abbordabili”.

Così, mentre il commercio di sigarette elettroniche si avvia a passare nel mondo da un giro d’affari di un miliardo e mezzo di dollari prodotto nel 2013 a 48 miliardi previsti per il 2028, e negli Stati Uniti si registra un aumento del 17,5 per cento delle vendite di sigarette elettroniche, in Italia il commercio tradizionale di questo prodotto segna drammaticamente il passo, mentre non diminuisce l’interesse degli utenti.

“Ancora una volta – conclude il presidente della Fiesel – le cause vanno ricercate in una legislazione distorta e punitiva che ha penalizzato i negozi di sigarette elettroniche e con loro gli utenti, costretti a cercare un’altra via commerciale per continuare ad acquistare un prodotto sempre più considerato una valida alternativa al fumo da tabacco”.

 

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