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Fiesa: contaminazione da semi di senape nel grano italiano, indicazioni operative

Il Ministero della Salute ha inviato alle istituzioni sanitarie e alle Associazioni maggiormente rappresentative del settore una nota sull’allerta circa la possibilità di trovare pasta, pane, dolci e prodotti da forno preparati con farine che potrebbero essere contaminate da semi di senape.

La senape viene indicata come allergene ai sensi del Regolamento UE 1169/2011 ma, ad oggi, non risultano disponibili metodi di riferimento sul territorio nazionale per la ricerca di tale allergene negli alimenti.

In attesa della predisposizione di un idoneo protocollo metodologico per la ricerca di senape negli alimenti e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori e la tutela dei produttori, il Ministero, in collaborazione con le Associazioni a valenza nazionale, ha messo a punto un piano di intervento che si prefigge di individuare una metodologia certa per aumentare la specificità dei metodi di analisi e di fornire la massima informazione al consumatore.

Per quanto riguarda l’informazione al consumatore in accordo con le Associazioni più rappresentative a livello nazionale, il Ministero raccomanda:

  1. Qualora non possa essere esclusa la presenza accidentale di senape nel prodotto finito, si raccomanda agli Operatori del Settore Alimentare (OSA) di ricorrere ad avvertenze di etichettatura del tipo “può contenere tracce di senape”. Tenuto conto della difficile gestione di una contaminazione tanto improvvisa quanto diffusa, e della difficoltà a provvedere in tempi rapidi alla stampa di nuove etichette, il Ministero fornisce di seguito una descrizione dei sistemi di informazione al consumatore da utilizzare transitoriamente, in vista dell’adeguamento progressivo delle etichette.
  2. per gli incarti in giacenza già acquistati, l’introduzione, attraverso il getto d’inchiostro (sistema utilizzabile solitamente nell’area dedicata al termine minimo di conservazione) di una frase sulla possibile presenza di senape, ad es. “può contenere tracce di senape” ed eventualmente in aggiunta il rinvio ad un’apposita pagina del sito aziendale in cui sono riportati gli allergeni accidentalmente presenti. In tale pagina potrà, inoltre, essere inserita una descrizione del fenomeno delle contaminazioni accidentali, del sistema di approvvigionamento delle materie prime interessate ed altri aspetti di specifico interesse per il consumatore;
  3. per i prodotti già a scaffale, il ricorso a vari strumenti volti ad informare tempestivamente il consumatore circa la possibile presenza dell’allergene senape nello specifico prodotto mediante avvisi nei punti vendita con apposita cartellonistica ed eventualmente, in aggiunta, ulteriori informazioni da inserire nei social, siti aziendali, ecc. Questa forma di comunicazione deve avvenire anche per i prodotti già commercializzati all’estero.

Per il principio di precauzione e per evitare qualsivoglia problematica si suggerisce quindi  di preparare per i clienti cartelli che segnalano– con caratteri evidenti- una frase sulla possibile presenza di senape, ad es. “può contenere tracce di senape” ed eventualmente in aggiunta il rinvio ad un’apposita pagina del sito aziendale, laddove presente.

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