Inps, addio al codice Pin per accedere ai servizi

Dal 1 ottobre via alla fase transitoria in cui i cittadini dovranno dotarsi di SPID

L’Inps rende noto che, a partire dal primo ottobre 2020, non saranno più rilasciati agli utenti i codici Pin per l’accesso ai servizi telematici del proprio portale. Il cittadino dovrà, infatti, dotarsi di SPID, il sistema pubblico di identità digitale.

L’annuncio arriva con la circolare 87 in cui l’Istituto comunica il prossimo switch off dal Pin Inps in favore del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID).

IL PASSAGGIO: Al fine di consentire il passaggio graduale dell’utenza verso le credenziali SPID, garantendo la continuità della possibilità di accesso ai servizi dell’Istituto, lo switch-off dal PIN allo SPID sarà preceduto da una fase transitoria, che avrà inizio il 1° ottobre 2020 e nel corso della quale:

  • non saranno rilasciati nuovi PIN agli utenti, salvo quelli richiesti da utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID e per i soli servizi loro dedicati;
  • i PIN già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria.

CHI POTRÀ MANTENERLO: il PIN dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, come ad esempio i minori di diciotto anni o i soggetti extracomunitari, e per i soli servizi loro dedicati.

MODALITÀ E TERMINI DELLO SWITCH OFF: saranno resi noti sul sito Inps e sui social network, nonché attraverso la distribuzione di materiale informativo (brochure e locandine) presso le proprie Strutture territoriali, gli intermediari autorizzati e gli stakeholders dell’Istituto.

LO SPID: il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), il cui percorso di attuazione è iniziato nel 2013, è arrivato ai primi rilasci di identità digitali a cittadini e imprese nel corso del 2016. Già dal suo avvio, l’Inps ha consentito l’accesso ai propri servizi anche tramite il sistema SPID, rendendolo successivamente obbligatorio per i Patronati e i CAF, quale metodo di autenticazione per l’accesso ai servizi loro dedicati in luogo del PIN. “L’attuale contesto di trasformazione digitale e le nuove opportunità offerte dalle tecnologie e dai dispositivi mobili – spiega l’Istituto –  ci consentono di avvalerci del sistema di identità digitale SPID come infrastruttura strategica per il Paese e come impulso decisivo alla modernizzazione dei servizi in chiave di inclusione e partecipazione digitale. Inoltre, SPID permette agli utenti di interagire non solo con noi, ma con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti, costituendo di fatto un sistema aperto agli sviluppi europei. Infatti, l’identità digitale SPID può essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle pubbliche Amministrazioni dell’Unione europea. Il sistema SPID, infine, è inoltre dotato di livelli di autenticazione grazie ai quali potremo cogliere nuove opportunità per abilitare servizi inediti che richiedano una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente (firme digitali, pagamenti, ecc.)”.

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