Istat: “Disoccupazione torna a salire, al 12,6% a maggio”

Al top disoccupazione femminile: sfiora il 14%. De Luise:  “Record drammatico da affrontare con urgenza, in 3 mesi 81mila occupate in meno”

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Il tasso di disoccupazione torna a salire a maggio, al 12,6%. Lo rileva l’Istat nei dati provvisori segnalando un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile (rivisto al 12,5%) e di 0,5 punti nei dodici mesi. Rispetto al massimo storico del 12,7% di gennaio e febbraio i tecnici dell’istituto indicano un “leggero miglioramento”.

La disoccupazione femminile tocca il 13,8% a maggio, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche mensili (gennaio 2004), aggiunge l’Istat, che indica che, nel confronto con i dati trimestrali destagionalizzati, è il dato più alto dal secondo trimestre 2000. Il tasso cresce sia sul mese (+0,5 punti) che sull’anno (+0,8 punti).

Mentre il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni, cioè la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 43% in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente, ma in crescita di 4,2 punti nel confronto tendenziale.  I disoccupati tra i 15-24enni, rende noto l’Istat, sono 700mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,7%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua.

“La disoccupazione continua ad inanellare una serie di record negativi. Ad allarmare è, questa volta, il balzo della disoccupazione femminile. In tre soli mesi, da marzo a maggio, abbiamo perso 81mila occupate: è paradossale che, mentre le donne accedono giustamente a ruoli di responsabilità nella vita pubblica come mai nel passato, milioni di donne si vedono chiudere la porta in faccia del lavoro e vengono espulse in quantità davvero drammatiche”. 

Lo sottolinea in una nota Patrizia De Luise, vice presidente di Confesercenti e presidente di Cnif – Coordinamento nazionale imprenditoria femminile di Confesercenti.

“Sebbene la volontà delle donne di partecipare al mondo del lavoro – sottolinea la De Luise – sia in generale in continuo aumento – sono ormai 1,5 milioni quelle che cercano un’occupazione –  assistiamo, di fatto, con il prolungarsi di questa terribile crisi, all’acuirsi della discriminazione uomo-donna nell’accesso al lavoro, aumentando il divario con il resto dell’Europa come numero di occupate, siano esse dipendenti o imprenditrici”.

“La consistente minor partecipazione di donne al lavoro deve farci riflettere sul fatto che si tratta non solo di una ‘questione femminile’ ma, soprattutto, di una perdita di opportunità per l’economia e la società tutta, vero e proprio un nodo da sciogliere per far ripartire l’economia reale”.

“In questo senso – conclude la presidente – occorre una seria politica di welfare al femminile: governo ed istituzioni, soprattutto in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, devono impegnarsi incentivando le politiche di conciliazione attraverso il potenziamento dei servizi per il welfare, così come devono mettere al centro dell’agenda politica lo sviluppo dell’imprenditoria femminile. Il protocollo recentemente firmato per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili tra Dipartimento per le Pari Opportunità, Ministero dello Sviluppo Economico, Abi e le associazioni imprenditoriali – tra cui Rete Imprese Italia – prevede un piano di interventi a sostegno dell’accesso al credito di oltre 1.400.000 Pmi a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome. Un accordo molto importante, che riconosce il doppio ruolo della donna nel lavoro e nella famiglia prevedendo anche la possibilità di sospendere il rimborso dei finanziamenti, per un periodo fino a 12 mesi, in caso di maternità o gravi malattie: in una situazione di emergenza occupazionale, chiediamo ora la piena attuazione del piano attraverso l’adesione delle banche con specifici plafond”.

 

 


 

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