Istat: inflazione ancora giù allo 0,3%, mai così bassa dal 2009

Inflazione, Confesercenti: sempre più vicini allo zero, rischio inflazione negativa

L’inflazione a giugno rallenta ancora: la crescita annua dei prezzi si ferma allo 0,3% dallo 0,5% di maggio. Lo rileva dell’Istat nella stima provvisoria sottolineando che è il livello più basso da quasi 5 anni (ottobre 2009), mentre su base mensile l’indice è in crescita dello 0,1%.
I prezzi degli alimentari, fa sapere l’Istat, diminuiscono a giugno dello 0,6% segnando il livello più basso da settembre 1997: proprio alla diminuzione dei prezzi di questa categoria di prodotti è imputabile, secondo i tecnici dell’istituto, il calo dell’inflazione.

“La frenata dell’inflazione a giugno è peggiore delle aspettative, e adesso appare sempre più realistico uno scenario di inflazione negativa. Per la nostra economia, ora stagnante ma già indebolita da sei anni di crisi, si tratta di un rischio potenzialmente fatale”. Così Confesercenti sulle rilevazioni provvisorie Istat dell’andamento dei prezzi al consumo nel mese di Giugno.

“Il dato dell’Istat ci segnala un’inflazione sempre più vicina allo zero, su cui, senz’altro, hanno influito fattori di stagionalità e il rientro delle tensioni esplose sui mercati delle materie prime alimentari a seguito della crisi Ucraina. Circostanze che però, da sole, non bastano a giustificare un’inflazione di fondo sempre più bassa, specchio di una domanda interna ancora debolissima, dovuta alle difficoltà delle imprese e all’alto tasso di senza lavoro. Dobbiamo agire subito per scongiurare definitivamente il pericolo di precipitare in una spirale deflattiva, che renderebbe insostenibile il debito pubblico italiano e causerebbe nuove chiusure di impresa e il conseguente ulteriore aumento della disoccupazione. Serve un piano di ampio respiro: non basta qualche iniezione di liquidità. Dobbiamo piuttosto intervenire sui nodi che ancora frenano l’Italia, a partire dall’eccesso di pressione fiscale e dalla carenza di credito. Servono soluzioni e proposte da applicare immediatamente per uscire da questa palude ed evitare di diventare il Giappone dei decenni scorsi”.

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