Jobs Act, la riforma è legge. Entro giugno i decreti

Fiducia al Senato con 166 voti favorevoli

SENATOIl Senato approva la fiducia sul Jobs Act. Il sì a palazzo Madama – con 166 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto – chiude l’iter parlamentare del ddl delega, che diventa così definitivo.  concludendo l’iter parlamentare del ddl delega che diventa così definitivo. Il governo avrà tempo fino a giugno (6 mesi) per tradurre il suo contenuto in 5 decreti: ammortizzatori sociali; servizi per il lavoro; semplificazione delle procedure e degli adempimenti; riordino delle forme contrattuali; tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.

“L’Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti”, commenta in un tweet il premier Matteo Renzi. ”Il nostro impegno sarà ora quello di procedere speditamente alla stesura dei decreti di attuazione della delega, nella quale terremo conto delle considerazioni emerse dal lavoro parlamentare, a partire da quelli relativi all’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che vogliamo rendere operativo da gennaio”, assicura il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Tra le novità introdotte,  le modifiche sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. La versione definitiva contenuta nella delega prevede che nel caso di licenziamento per motivi economici, sarà previsto un indennizzo economico ”certo e crescente con l’anzianità di servizio”. Mentre il ”diritto alla reintegrazione” sarà previsto nei casi di ”licenziamenti nulli, discriminatori e per specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, che saranno fissate con i decreti delegati”.

La prima delega, in materia di ammortizzatori sociali, si legge nel dossier della Camera che illustra il provvedimento, è finalizzata a ”razionalizzare le forme di tutela esistenti, differenziando l’impiego degli strumenti di intervento in costanza di rapporto di lavoro (Cassa integrazione) da quelli previsti in caso di disoccupazione involontaria (Aspi)”. Lo scopo è quello di ”assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori, con tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, nonché di razionalizzare la normativa in materia d’integrazione salariale”.

La seconda delega, in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ha lo scopo di ”riordinare la normativa in materia di servizi per il lavoro”. L’obiettivo, secondo quanto si legge nel dossier, è quello di ”garantire la fruizione dei servizi essenziali in materia di politiche attive del lavoro su tutto il territorio nazionale, razionalizzando gli incentivi all’assunzione e all’autoimpiego e istituendo una cornice giuridica nazionale che faccia da riferimento anche per le normative regionali e provinciali”. La delega prevede l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’occupazione e il rafforzamento dei servizi per l’impiego, valorizzando le sinergie tra servizi pubblici e privati. Si prevedono, inoltre, la valorizzazione delle funzioni di monitoraggio e valutazione delle politiche attive per il lavoro.

La terza delega riguarda la semplificazione delle procedure e degli adempimenti, e punta a conseguire ”obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese”. In particolare, si vuole diminuire il numero di atti amministrativi inerenti il rapporto di lavoro, attraverso specifiche modalità.

La quarta delega punta a riordinare le forme contrattuali e l’attività ispettiva, per rafforzare le opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro. Le modifiche dovranno rendere ”maggiormente coerenti” i contratti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo, nonché a rendere più efficiente l’attività ispettiva. In particolare, si prevede la redazione di un testo organico di disciplina delle varie tipologie contrattuali. E’ previsto un nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti; inoltre sarà introdotto in via sperimentale il compenso orario minimo.

Infine la delega in materia di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro ha lo scopo di garantire un ”adeguato sostegno alla genitorialità e favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori”. A tal fine si prevede: l’estensione del diritto alla prestazione di maternità alle lavoratrici madri ‘parasubordinate’; l’introduzione di un credito d’imposta per le donne lavoratrici, anche autonome, che abbiano figli minori o disabili non autosufficienti (al di sotto di una determinata soglia di reddito individuale complessivo).

La delega si dovrà inoltre occupare di: armonizzazione del regime delle detrazioni (dall’imposta sui redditi) per il coniuge a carico; promozione del telelavoro; incentivazione di accordi collettivi volti a facilitare la flessibilità dell’orario di lavoro e l’impiego di premi di produttività. E’ prevista anche la possibilità di cessione dei giorni di ferie tra lavoratori per attività di cura di di figli minori.

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