Legge stabilità, Commissione Attività produttive: “295 milioni per rafforzare i confidi”

Vivoli: “Bene stanziamento, puntare su confidi per ‘sbloccare’ il credito verso l’economia reale”

Un importo di 225 milioni dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e altri 70 milioni dal sistema delle Camere di Commercio per rafforzare la solidità  patrimoniale dei consorzi garanzia fidi: lo prevede un emendamento al Ddl Stabilità approvato dalla Commissione Attività produttive della Camera in sede consultiva, primo firmatario il Pd Gianluca Benamati. Le disponibilità fissate dall’emendamento potranno essere incrementate da eventuali risorse messe a disposizione da Regioni, enti pubblici e Camere di commercio sulla base di convenzioni stipulate con il ministero dello Sviluppo economico e con il ministero dell’Economia e delle finanze nonchè da risorse derivanti dalla programmazione comunitaria per il periodo 2014-202.


Lo stanziamento di risorse previste dall’emendamento al Ddl Stabilità se approvato, anche se con una dotazione finanziaria iniziale modesta, rappresenta sicuramente un importante strumento per sostenere il rafforzamento patrimoniale dei confidi e favorire la ripresa dei flussi di credito verso le piccole e medie imprese, oggi fortemente penalizzate come dimostrano gli stessi dati forniti dalla Banca d’Italia. Il sistema dei confidi è messo in forte difficoltà dalle sofferenze sui crediti garantiti – sottolinea in una nota Massimo Vivoli, presidente di Italia Comfidi, il consorzio di garanzia aderente a Confesercenti – “Se l’emendamento fosse approvato, potrebbe quindi contare su un valido sostegno finanziario per continuare a svolgere l’attività meritoria, storicamente svolta, di supporto verso le piccole imprese, garantendo il credito che è tra le priorità per far ripartire la crescita. Auspichiamo che all’impegno stabilito in partenza si possano aggiungere, in futuro, nuove risorse provenienti dai fondi comunitari di prossima programmazione: è necessario potenziare il sistema dei confidi, al fine di sbloccare l’erogazione di credito nei confronti dell’economia reale”.

 

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