Lidi balneari, Confesercenti Catania: “Cambiano le abitudini dei catanesi”

Fiba Confesercenti: “La burocrazia fa più danni della crisi”

Calo inaspettato di cabine e abbonamenti stagionali ma aumentano gli ingressi individuali e l’acquisto di singoli servizi. E’ il bilancio provvisorio relativo alla prima metà della stagione balneare stilato da Fiba Confesercenti Catania. “La crisi ha portato abitudini diverse tra i catanesi che non acquistano più la cabina per tre mesi, ma solo per agosto, spesso in condivisione tra famiglie diverse, mentre decidono di usufruire dei singoli ingressi nei restanti mesi – spiega Giovanni Titula, gestore del Lido Nettuno e rappresentante Fiba Confesercenti – Nel complesso non abbiamo perso clienti rispetto all’anno scorso ma dobbiamo adeguarci alle loro nuove richieste”. Se sono cambiate le abitudini dei bagnanti, ciò che purtroppo non subisce alcuna variazione è il peso della burocrazia. “Ogni anno è una via crucis. Bisogna ricominciare di nuovo, come se non si fosse mai esercitata quell’attività, con domande e pratiche che passano da un ufficio all’altro tra Regione, Comune, Asp, dipartimento Turismo, Ecologia, Igiene pubblica. E’ come se un albergatore dovesse richiedere tutte le autorizzazioni all’inizio di ogni stagione turistica”. “Un dispendio di costi e tempi inaccettabile – e’ lo sfogo di Mario Bella, gestore del Lido America e rappresentante Fiba Confesercenti – Personale ridottissimo e tempi biblici per ottenere una licenza. Presentare le pratiche un anno prima non basta a superare le carenze della macchina amministrativa”. “Per tutte queste ragioni l’associazione, a livello regionale, ha presentato una proposta di legge per migliorare e valorizzare l’attività balneare, fortemente penalizzata dalle molteplici difficoltà della gestione del Pubblico Demanio Marittimo – annuncia il direttore di Confesercenti Catania, Salvo Politino – La mancanza di regole chiare e condivise e l’assenza di efficienti meccanismi di controllo ostacola la crescita di un sistema turistico balneare sano e virtuoso”. I principali punti contenuti nella proposta di legge in esame sono: il decentramento presso uffici periferici per alcune concessioni o autorizzazioni, l’obbligo per i Comuni di provvedere alla redazione del Piano di utilizzo della spiaggia e di concertare i punti piu’ importanti con gli operatori e con le sigle sindacali; il mantenimento per tutto l’anno solare, non solo degli stabilimenti balneari, ma anche per altre concessioni (pizzerie, ristoranti, bar) per le quali è previsto lo smontaggio e la ricostruzione; consentire le modifiche non sostanziali e i cambi di destinazione d’uso delle strutture balneari riconosciute sul Pubblico Demanio Marittimo.

“Intendiamo proporre alcuni strumenti per fare ordine in un settore ancora, purtroppo, scarsamente regolamentato e sostenere le imprese che ogni anno generano numerosi posti di lavoro” conclude Politino.

 

 

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