Macroregione Adriatico-Ionica, le proposte delle Confesercenti ai presidenti delle giunte regionali

“Puntare su infrastrutture reali e digitali, formazione, reti d’imprese e branding per rilanciare lo sviluppo turistico” 

Per accelerare lo sviluppo e il potenziamento del settore turistico della macroregione Adriatico-Ionica, occorre investire per migliorare l’accessibilità, i collegamenti e le infrastrutture dell’area, reali e digitali, puntando allo stesso tempo su reti e aggregazioni di imprese, formazione professionale degli operatori turistici, l’integrazione delle strategie di promozione dei territori e dei sistemi web e lo sviluppo di un’immagine coordinata, con la creazione del marchio ADRION.

Sono alcune delle proposte avanzate dalle Confesercenti delle regioni adriatiche (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia) in una lettera indirizzata ai presidenti delle giunte regionali di riferimento, contenente proposte e osservazioni per lo sviluppo del turismo nella macroregione adriatico-ionica

 “Data l’importanza che la strategia Europea per la Regione Adriatico Ionica riveste per lo sviluppo delle aree interessate  ed in particolare per lo sviluppo ed il potenziamento del settore turismo – si legge nella lettera – le Confesercenti delle Regioni Adriatiche ritengono utile portare un loro contributo alla definizione della strategia e delle politiche ed azioni che ne conseguiranno.

“Dal momento che  la Macroregione non ha fondi propri, ma è uno strumento di coordinamento – continuano le Confesercenti – va sottolineata e colta la coincidenza dell’approvazione della strategia della Macroregione con i nuovi strumenti di programmazione  FSR, FSE e FEASR  per il periodo 2014 – 2020 : si tratta di quasi 100 miliardi di euro (circa il 13% in più rispetto a quelli della passata programmazione) che, se ben utilizzati, rappresentano una importante opportunità per il Paese, per le imprese ed i cittadini”.

Le prospettive dell’Euroregione Adriatica all’interno della Macroregione Adriatico-Ionica – spiegano le associazioni di imprenditori – contemplano anche “la preparazione, definizione ed armonizzazione di una comune strategia di sviluppo in campo economico con particolare attenzione ai settori del turismo, della pesca e dell’agricoltura”

In particolare, scrivono le imprese, “vanno migliorate ed ottimizzate tutte le azioni legate all’accessibilità internazionale, ma anche nazionale e locale dell’area, sia attraverso l’aumento di collegamenti aerei internazionali, sia implementando una politica di trasporti che privilegi il miglioramento delle linee ferroviarie legate alle tratte nazionali ed europee dell’area adriatica di riferimento, oltre che il miglioramento del sistema dei porti”.

“Oltre alle infrastrutture reali – continua il documento, vanno finanziate come prioritarie anche le infrastrutture  o “strade digitali”, la banda larga e ultralarga, anche per superare un ritardo che costa caro in termini di competitività. La crescente domanda di connettività delle imprese, dei turisti, dei cittadini ci obbligano a chiedere alle autorità, tempi sempre più brevi per l’attuazione della prevista copertura dei nostri territori, come indicato dagli obiettivi dell’Agenda digitale dell’Unione Europea per il 2020.

“Riteniamo inoltre strategica la formazione professionale continua che debba servire come volano di crescita occupazionale (in particolare giovanile e femminile) creando anche nuove figure di Promoter Turistici  della Destinazione”.

“Le nostre imprese del settore turistico – analizzano le Confesercenti – stanno sperimentando forme di aggregazione attraverso reti snelle poco burocratizzate e a basso costo di gestione, che fanno leva, a seconda delle Regioni,  la cultura, il paesaggio,  il golf, i parchi letterari, la spiritualità, i negozi storici, l’enogastronomia tipica locale. Tali aggregazioni vanno sostenute nella loro unicità. A questi si aggiungono poi i progetti trasversali ai cluster, che  puntano a potenziare target tradizionali o ad attrarne di nuovi : anche in questo caso, occorre sostenere i progetti che aggregano gli operatori  e li mettono in rete con altri soggetti pubblici e privati”.

Infine, conclude la lettera, “va fatta una attenta riflessione sui punti di accoglienza turistica: la peculiarità delle nostre piccole imprese li rende a breve medio termine le candidate ideale per offrire una prima rete di informazione e accoglienza diffusa e qualificata grazie alla conoscenza delle lingue ed all’utilizzo di un sistema informatico dedicato (anche attraverso totem visibili dai turisti), ma anche fortemente competente in termini di conoscenza del territorio e della sua offerta di opportunità”.

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