Maltempo, notte tranquilla a Genova ma resta l’allerta: scuole chiuse in tutta la provincia

Nel capoluogo ligure riaperto il 50% degli esercizi commerciali chiusi per alluvione

Notte tranquilla a Genova dopo il nubifragio che ieri sera ha colpito le zone di Marassi, nei pressi del rio Veilino, parzialmente uscito dagli argini, e Cornigliano, dove il rio San Pietro ha causato allagamenti. Alle 6 di stamani e’ scattato lo stato di allerta meteo di livello 2 diramato dalla protezione civile e che riguarda tutta la Liguria, tranne l’area di ponente. Attese forti precipitazioni. Scuole chiuse in tutta la provincia.

Continua l’emergenza alluvionati: le famiglie e le imprese colpite dall’esondazione del 9 ottobre sono moltissime,  soprattutto per una città che nel giro di tre anni ha visto le acque dei principali torrenti, il Fereggiano e il Bisagno, riversarsi in zone ad alta densità abitativa e commerciale apportando danni molto consistenti.

Sui 2400 esercizi commerciali chiusi per l’alluvione, circa la metà sono stati riaperti. Si tratta di un dato Confesercenti, stimato in attesa della presentazione dei cosiddetti ‘modelli E’ per la certificazione del danno. La Regione Liguria ha già licenziato un primo bando per il risarcimento che copre danni sotto i 40 mila euro. Un secondo bando, per il quale però devono essere reperiti fondi anche europei, sarà licenziato quanto prima.

I danni provocati alla città sono stati ingenti: 10 milioni di euro per la viabilità nella città metropolitana di Genova, 2 milioni e 500 mila euro di interventi urgentissimi, 7 milioni di somma urgenza, ma la quantificazione e’ ancora in corso. La Regione ha stimato per la parte pubblica circa 250 milioni di danni, 100 quelli stimati per le attività commerciali e produttive dalle associazioni di categoria. Per le strutture pubbliche culturali di competenza territoriale come musei e teatri i danni ammontano a 2 milioni e mezzo di euro mentre i danni alle strutture di competenza ministeriale sono di circa 1 milione e 500 mila euro. E poi ci sono le ferite: subito dopo l’alluvione 70 famiglie sono state sfollate dalle loro case, 144 persone che hanno dovuto abbandonare tutto. Negli ultimi giorni, un centinaio ha potuto rientrare tra le mura domestiche ma per gli altri è ancora attiva l’ordinanza di sgombero per rischi sanitari e impianti con danni irreparabili.

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