Moneta elettronica, il governo boccia la ‘tassa’ sul contante. Convince la proposta di Confesercenti

Si lavora ad un doppio bonus fiscale, sia per i negozianti che per le famiglie

No all’ipotesi di commissioni sui prelievi di contante. Sì ad incentivi per le attività economiche che sceglieranno di dotarsi del Pos e per i consumatori che si affideranno alla moneta elettronica. È questa la linea del Governo Conte in materia di tracciabilità dei pagamenti.

Convince quindi la proposta di Confesercenti (leggi qui) che sottolinea la necessità di un credito d’imposta del 2% sugli acquisti per chi usa carte di credito e bancomat, al fine di favorire la modernizzazione e la tracciabilità dei sistemi di pagamento in Italia, senza costi per consumatori e imprese.

Nel progetto del Governo, trova spazio anche il taglio delle commissione per i negozianti e gli esercenti che accettano i pagamenti con moneta elettronica. Lo conferma il sottosegretario al MEF Alessio Villarosa, che segue da vicino il dossier sulla tracciabilità dei pagamenti, sulle pagine de Il Sole 24 Ore: “Resto sempre più convinto che per incrementare l’utilizzo degli strumenti digitali è fondamentale eliminare i costi delle transazioni digitali sotto i 5 euro e ridurre pesantemente i costi per quelle sotto i 25 euro e garantire bassi costi per questi settore a bassa marginalità come ad esempio benzinai ed edicolanti”.

Bocciata quindi l’ipotesi di una ‘tassa’ su chi preleva contanti, il Governo è al lavoro su un doppio bonus fiscale: il già citato credito d’imposta per gli esercenti per coprire almeno i costi di installazione e di gestione per il primo anno degli strumenti per i pagamenti elettronici, e un cashback, ovvero un rimborso di una percentuale di quanto speso, per i consumatori e i negozianti.

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