Per l’Italia! Il Turismo come motore economico e sociale per la vera ripartenza

Il mondo del turismo ha presentato le proposte per il rilancio

Si è svolto oggi, in diretta streaming, il convegno “Per l’Italia! Il Turismo come motore economico e sociale per la vera ripartenza” organizzato dall’Associazione Internazionale dei Cavalieri del Turismo.

La giornata di lavori ha visto protagonisti i principali attori del settore ed è stata l’occasione per fare il punto della situazione e raccogliere le proposte concrete per la ripartenza. Insieme al Ministro del Turismo Massimo Garavaglia hanno partecipato i principali leader delle associazioni di settore, tra cui il presidente di Assoturimo Vittorio Messina e la presidente di Federagit Micol Caramello.

“Da un lato bisogna approfittare di questo periodo per migliorare le strutture e poi c’è il tema della rivoluzione digitale che può dare grandi opportunità e sviluppi al settore” – ha detto Garavaglia durante il suo intervento – l’Italia deve superare la frammentazione esistente che è sia a livello orizzontale che verticale. Nel primo caso l’istituzione di un ministero, che si occupa dell’industria del turismo, di fatto finalmente la supera. Quindi le competenze sono chiare, dialogheremo con gli altri ministeri ma con la “dignità” di un ministero con portafoglio. Lavorare per l’industria del turismo faciliterà il dialogo con il ministero dello Sviluppo economico e non sarà un problema continuare a interloquire con quello della Cultura”.

Per la frammentazione a livello verticale – ha proseguito il ministro – abbiamo già recuperato il rapporto forte con le regioni e abbiamo già stabilito dei punti chiave. Innanzitutto prima si promuove tutti assieme il brand Italia, poi quando uno viene in Italia c’è l’imbarazzo della scelta. L’altra cosa da fare assieme è la rivoluzione digitale appunto. E cioè lo Stato, e in particolare l’Enit che è suo il braccio operativo, diventa il soggetto aggregatore della promozione digitale del sistema Italia, senza sostituirsi a nessuno ma integrando l’esistente. Ma il nostro lavoro – ha concluso – non finisce certo qui e rimaniamo in una fase di ascolto”.

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