Produttività PMI, Confesercenti: “Bce solleva questione reale, ma bassa produttività è problema di tutto il sistema Paese”

La Banca Centrale Europea dà un segnale di cauto ottimismo, con la previsione di una ripresina economica già nel 2013. I tassi resteranno bassi, ma calano gli occupati, nonostante l’impegno delle imprese a salvare i posti di lavoro.

La Bce  evidenza il ruolo delle piccole imprese in Italia, sottolineando che garantiscono l’80% del lavoro italiano, ma che – aggiunge – risultano anche fra le meno produttive dell’Unione, fatta eccezione per Grecia e Cipro. L’Istituto ha scoperto l’acqua calda: la bassa produttività è un problema reale ma noto, e che coinvolge l’intero sistema Paese, non solo le PMI. In particolare, per quanto riguarda l’analisi di queste ultime,  la Banca centrale ha dimenticato di evidenziare le caratteristiche territoriali e sociali dell’Italia,  la struttura urbana composta soprattutto da piccoli comuni, l’importanza della tipicità dei prodotti locali: tutti fattori che concorrono a formare un contesto peculiare, in cui la piccola impresa rappresenta non solo un valore aggiunto – il 69% di quello italiano, come giustamente sottolineano i ricercatori della banca centrale – ma anche la risposta alla disoccupazione e alla desertificazione urbana.

Questo non vuol dire che le PMI non vogliano crescere, anzi, sarebbero ben contente di poter investire, ampliare la loro attività, creare nuovo lavoro e nuova ricchezza per il Paese. Ma c’è la crisi, i finanziamenti latitano, il fisco incombe, la burocrazia domina ancora, la criminalità tiene sotto schiaffo una parte importante del Paese.

Su questi temi vorremmo che l’Unione Europea, non la BCE; intervenisse con una vera politica di sviluppo , dire recupero delle eccessive differenze economiche e sociali presenti nei vari territori nazionali dell’Unione.

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