Renzi, fiducia in Senato con 169 sì. Oggi alle 10 il passaggio alla Camera

Venturi: “Prudenza d’obbligo, su alcuni temi economici affermazioni importanti. Ma sul fisco ci aspettiamo di più”.

L’esecutivo Renzi incassa la sua prima fiducia: ieri il Senato ha dato il via libera al Governo con 169 sì e 139 no, quattro voti favorevoli in meno rispetto al predecessore Enrico Letta. Nel discorso programmatico per chiedere la fiducia a Palazzo Madama – durato un’ora e dieci minuti – Renzi ha sottolineato la volontà dell’esecutivo di essere un’esperienza di rottura con il passato: “Serve coraggio – ha detto – per fare scelte radicali. Il Paese è arrugginito, abbiamo bisogno di sogni e di concretezza”. Renzi ha assicurato subito alcuni interventi di politica economica per le imprese: taglio a “due cifre” del cuneo fiscale, fondo di garanzia per far ripartire il credito per le Pmi e il pagamento immediato di tutti i debiti della PA con i fondi della Cassa Depositi e Prestiti. In progetto – ha spiegato il Premier – anche un piano straordinario per la sicurezza delle scuole. Ottenuta la fiducia al Senato, l’esecutivo ripeterà il passaggio parlamentare alla Camera dei deputati, dalle 10.00 di oggi.

“Le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio contengono alcune scelte che riteniamo importanti per rilanciare nel breve periodo l’economia italiana. La partenza è promettente, soprattutto perché indica interventi e scadenze rapide; ma conteranno i fatti concreti, come abbiamo sostenuto nella recente manifestazione dei 60 mila a Roma”. A dichiararlo è il Portavoce di Rete Imprese Italia e Presidente di Confesercenti Marco Venturi, dopo il discorso programmatico del Presidente del Consiglio Matteo Renzi al Senato.

“Renzi ha dichiarato di voler visitare una volta a settimana una scuola italiana: gli proponiamo di fare altrettanto, almeno una volta al mese, con un’impresa del nostro mondo. Sulle questioni economiche, infatti, registriamo alcune affermazioni di grande interesse, cui però va dato un rapido seguito: la liquidazione totale dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese; l’impegno a due cifre sul cuneo fiscale; il sostegno alle Pmi sul credito. Tutte misure chieste da tempo e che possono contribuire a riattivare un virtuoso ciclo economico. Sul fisco, però, le nostre imprese si aspettano di più: resta completamente aperta la questione più complessiva della riforma fiscale, mentre nulla cambia sull’Iva. Senza una riduzione decisa della pressione fiscale non vi sarà un reale sollievo per le piccole e medie imprese. Nulla infine è stato detto sul peso della imposizione locale e sugli immobili strumentali”.

“Le novità del linguaggio, l’accento sulle riforme, la determinazione con la quale si vuole perseguire la riduzione dei costi della politica, il valore di scuola e cultura come questioni intrecciate a quelle istituzionali ed economiche, la centralità del tema lavoro sono elementi che vanno valutati con attenzione, ma che attendono la conferma di misure realizzabili. Le scelte proposte – ma anche l’assenza di indicazioni – su temi importanti ci inducono a rivendicare, una volta ottenuta la fiducia, la necessità che il Governo apra un confronto con la rappresentanza del mondo delle Pmi, per discutere nel merito i temi che possono determinare una svolta reale e riportare l’economia italiana a crescere”.

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