Consorzio del Parmigiano Reggiano, continuano le polemiche e le accuse che mettono a rischio la credibilità del re dei formaggi. Fiesa: fare chiarezza presto

Mentre i vertici del Consorzio del Parmigiano Reggiano hanno sospeso Riccardo Deserti da Direttore dell’Ente, infuriano le polemiche intorno al principale prodotto caseario italiano. La decisione – assunta dopo l’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari che ha raggiunto Deserti – fa seguito all’inchiesta della Procura di Roma su casi di corruzione nell’assegnazione di appalti al Ministero delle Politiche Agricole.
E se il Comitato ha dato il via libera ad azioni legali per la tutela del Parmigiano Reggiano alla luce di alcune indiscrezioni di stampa giudicate lesive, queste non accennano a diminuire.
Se Coldiretti continua a sostenere che “Se il Parmigiano Reggiano è il prodotto italiano più falsificato nel mondo il motivo forse va cercato all’interno dello stesso Consorzio di tutela che più che difendere la tipicità del formaggio alfiere del made in Italy sulle tavole mondiali, manca di trasparenza al suo interno verso le aziende associate ed i consumatori”, gli alimentaristi della Fiesa Confesercenti ritengono che “Occorre fare subito chiarezza e fornire tutte le informazioni necessarie alla tranquillità dei nostri consumatori che con immutata fiducia continuano a chiederci il Parmigiano. Dare le notizie su quanto sta succedendo esattamente nel Consorzio del Parmigiano Reggiano è la risposta migliore che i dirigenti del Consorzio possono dare.”
Le polemiche fanno riferimento ad alcuni intrecci legati alla commercializzazione di prodotti falsificati importati dall’Ungheria.

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