Saldi: Fismo Confesercenti-Ipsos, vendite al via sabato ma i ribassi sono già partiti: ha acquistato a prezzo scontato uno su tre

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Conto alla rovescia per i saldi estivi, al via sabato 4 luglio nella maggior parte delle regioni. Ma le promozioni, di fatto, sono già partite: più di un terzo degli italiani, il 36%, ha acquistato a prezzo scontato prima dell’apertura ufficiale.

È il dato che emerge da una rilevazione condotta da Ipsos per Fismo, la Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti, in vista dei saldi estivi 2026, al via nella quasi totalità delle regioni con l’eccezione di Trento e Bolzano.

Ad acquistare in anticipo è soprattutto il Mezzogiorno, dove la quota sale al 42%, contro il 33% del Nord e il 32% del Centro. Nel dettaglio territoriale il picco è al Sud e nelle Isole (42%) e nel Nord-Est (40%), più contenuto il Nord-Ovest (28%). Per fasce d’età l’anticipo riguarda quasi un under 35 su due (48%), contro il 31% degli over 35; tra gli uomini (38%) di poco più che tra le donne (35%). Un fenomeno diffuso che, per Fismo, misura un sistema da rivedere.

Sullo sfondo, un comparto in sofferenza strutturale. Tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature, un calo del 13,5%, con circa 17mila posti di lavoro persi. La spesa delle famiglie per moda e calzature è scesa dal 7% al 3,7% dei consumi. I negozi indipendenti, che restano circa la metà dei punti vendita, oggi pesano per il 20-25% del mercato, contro oltre il 75% degli anni Ottanta.

“Le vendite di fine stagione valgono tra il 25 e il 30% del fatturato annuo di un negozio di moda. Ma negli ultimi dieci anni, tra promozioni e ribassi anticipati, questo valore si è costantemente eroso, mentre il giro d’affari complessivo di sconti e promozioni è lievitato” — sottolinea la Presidente nazionale di Fismo, Francesca Recine —. Il divieto di vendite promozionali nei trenta giorni precedenti i saldi, in vigore nella maggior parte delle regioni, è rimasto sulla carta; mentre online la giungla si infittisce”.

Così saldi e promozioni, senza regole nuove, finiscono per alterare la concorrenza a danno dei negozi di prossimità. Il punto è che la materia non può più restare alle Regioni — prosegue Recine —. Come è già avvenuto per gli orari di apertura, la competenza passi allo Stato: servono norme nazionali più chiare e semplici, che garantiscano equilibrio concorrenziale. Per questo abbiamo lanciato una petizione alla Camera dei Deputati per frenare l’eccesso di promozioni e per posticipare l’avvio dei saldi, almeno alla fine della prima settimana di agosto per l’estate e di febbraio per l’inverno. Spostare la data significa, prima di tutto, ridare qualità al lavoro dei commercianti e garantire un sistema chiaro e leggibile anche per i consumatori”.

La petizione, firmabile sulla piattaforma della Camera con SPID o CIE, ha già raccolto l’adesione di 3mila imprenditori. Oltre al posticipo delle date, chiede di limitare la durata dei saldi a 30 giorni, insieme a controlli sul commercio online per riequilibrare la concorrenza con i negozi fisici. Anche le vendite promozionali devono essere regolamentate: vietate nei 30 giorni prima dei saldi e limitate a una parte dell’assortimento, per un periodo definito.

È il passo successivo della campagna “Salviamo i Saldi”, dopo l’esposto già presentato all’Antitrust.

Servono regole uguali per tutti, garantendo il pluralismo distributivo – conclude Recine -. Dietro ogni serranda che si abbassa c’è una comunità che rischia di scomparire”.

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