Sbarca in Italia Zomato, l’app che guida turisti e golosi

E’ in 22 Paesi, 1 milione ristoranti on line

RISTORANTE

Dal baretto sotto casa al ristorante stellato, dall’osteria alla vineria. Se c’è un posto dove si mangia a Roma o a Milano da oggi è a portata di clic tra i 18 mila locali italiani “schedati” su Zomato, la piattaforma globale che fornisce informazioni su oltre 1 milione di ristoranti in 22 Paesi del mondo. Ma questo è solo l’inizio dato che conta di espandersi presto anche in altre città dello Stivale. Il target? Turisti innanzitutto ma anche residenti, da chi è per la prima volta in una città e non ha la minima idea su dove andare, a chi in quella città ci abita da sempre e cerca nuove ispirazioni.
A raccontare questo sbarco e a tracciare gli scenari futuri è, con l’entusiasmo dei suoi 26 anni, Guk Kim, country manager di Zomato Italia. Coreano e trapiantato fin dall’infanzia in Italia, già al liceo comincia a lavorare nel mondo delle start up e dopo la laurea alla John Cabot University fonda vari siti tra cui Mobatar, FreePoverty.com e Cibando. “A dicembre – spiega all’ANSA – Zomato ha acquisito Cibando e da lì è stata una “folle corsa”. Abbiamo battuto ogni singola strada e ogni singolo vicolo di tutta Milano e tutta Roma, dividendo le mappe in poligoni. Le zone periferiche sono state esplorate in anteprima in bicicletta e poi strada per strada. Ogni locale è stato esaminato per rendere disponibile sui device di ogni utente le coordinate geografiche e la mappa, il menù digitalizzato, diverse fotografie dei locali e dei piatti divise per tante categorie di ricerca (dai prezzi al tipo di cucina)”. E poi ci sono le collezioni, vetrine tematiche costantemente aggiornate per scoprire le ultime novità in campo gastronomico.
Sono diverse per ogni nazione: in Italia si va dal “Vista mozzafiato” a “Una pizza in compagnia”, dal “Famose ‘na magnata” ai “Ristoranti da film”. Su questa base neutra di dati oggettivi potranno ora interagire i foodie scrivendo recensioni e condividere il proprio voto. “In effetti la filosofia del servizio – continua Guk Kim – è proprio quella di un gruppo di amici a cui si può chiedere: dove mi vado a mangiare una bella carbonara?. Ecco Zomato offre questo ma senza dare stelle o giudizi solo fornendo informazioni, che ricontrolleremo tra 3 mesi esatti rivisitando di nuovo tutti i locali, strada per strada. Il mondo della ristorazione è in continuo fermento: i menù cambiano con le stagioni, variano gli orari, ci sono chiusure e nuove aperture”.
Il lancio del portale e dell’applicazione mobile (disponibile gratuitamente per iOS, Android e Windows Phone), consultabili in italiano e altre 8 lingue, è solo il primo passo. “Nei prossimi due anni l’azienda investirà 6 milioni di dollari per far crescere il proprio business e diventare il primo servizio di ricerca ristoranti in Italia e il team formato da 25 persone, triplicherà entro l’anno e arriverà a 200 unità a fine 2016” dice ancora Guk Kim. Nata quasi per gioco nel 2008 in India nell’appartamento del suo fondatore Deepinder Goyal, coadiuvato dal cofondatore Pankaj Chaddah, Zomato negli ultimi 7 mesi ha inanellato una serie di 7 acquisizioni chiave in tutto il mondo: oltre a Cibando la neozelandese ManuMania, la ceca Lunchtime.cz, la slovacca Obedovat.sk, la polacca Gastronauci, la turca Mekanist e la statunitense Urbanspoon. Insomma una gran bella scorpacciata, che in Italia ha un sapore tutto speciale, a pochi giorni dall’inizio dell’Expo.

 

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