Ue, le raccomandazioni all’Italia: “misure aggiuntive nel 2014”

Padoan: “No manovre correttive”

L’Italia evita una bocciatura sulla richiesta di rinvio del pareggio di bilancio, e quindi guadagna tempo, ma deve fare i conti con un nuovo richiamo della Commissione europea sul debito elevato e con la richiesta di “misure aggiuntive” per farlo scendere già nel 2014. Intanto il Tesoro rassicura: le stime sul debito non tengono conto di risparmi già pianificati, quindi non c’è bisogno di manovre correttive perché con gli interventi programmati gli obiettivi saranno raggiunti. Bruxelles non fissa scadenze, ma ‘raccomanda’ l’Italia di intervenire al più presto in alcuni settori con privatizzazioni, spending review e riforme pro-crescita, in modo da essere pronta quando l’anno prossimo scatterà la ‘regola del debito’ che impone il taglio ‘forzoso’ di un ventesimo all’anno dell’eccedenza.

I provvedimenti che permetteranno di seguire tali raccomandazioni dovranno essere adottati “nel periodo 2014/2015” e per la prima volta per alcuni di essi è stata fissata una scadenza.
Il primo settore è quello dei conti pubblici: “Rafforzare le misure di bilancio per il 2014 alla luce dell’emergere di uno scarto rispetto ai requisiti del patto di stabilità e crescita, in particolare alla regola della riduzione del debito” e “nel 2015, operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio al fine di garantire il rispetto del requisito di riduzione del debito”
Il secondo riguarda le politiche fiscali: “trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all’ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio”, ma anche “perseverare nella lotta all’evasione discale e adottare misure aggiuntive per contrastare l’economia sommersa e il lavoro irregolare”.
Il terzo punto riguarda invece la pubblica amministrazione: “nell’ambito di un potenziamento degli sforzi intesi a far progredire l’efficienza della pubblica amministrazione, precisare le competenze a tutti i livelli di governo”, ma anche “garantire una migliore gestione dei fondi Ue con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno”.
La quarta raccomandazione punta sul sistema bancario: deve essere rafforzato per “rinvigorire l’erogazione di prestiti all’economia reale”.
Il quinto capitolo, particolarmente articolato, riguarda l’occupazione, i giovani e la società: l’Italia deve valutare entro la fine del 2014 gli effetti delle riforme del mercato del lavoro”; si chiede di “adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, limitando tuttavia l’uso della cassa integrazione per facilitare la riallocazione della manodopera” e di “intervenire concretamente per aumentare il tasso di occupazione femminile adottando entro marzo 2015 misure che riducano i disincentivi fiscali al lavoro delle persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare”, di “fornire in tutto il paese servizi idonei ai giovani non iscritti alle liste dei servizi pubblici per l’impiego” e di “estendere gradualmente il regime pilota di assistenza sociale”.
Il sesto punto su cui intervenire è quello sulla formazione: la Commissione chiede fra l’altro di “rendere operativo il sistema nazionale per la valutazione degli istituti scolastici per migliorare i risultati della scuola e ridurre il tasso di abbandono scolastico”.
Il settimo settore riguarda il mercato dei servizi, per il quale si chiede di “approvare la normativa in itinere volta a semplificare il contesto normativo a vantaggio delle imprese e dei cittadini” e “rimuovere ostacoli e restrizioni alla concorrenza nei servizi professionali e nei servizi pubblici locali”.
Infine, l’ottava raccomandazione chiede di “garantire la pronta e piena operatività dell‘autorità di regolazione dei trasporti entro settembre 2014″ e di “approvare l’elenco delle infrastrutture strategiche del settore energetico”.

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