XIII giornate di Vitrines d’Europe. Nasce la Carta di Ferrara per salvare e valorizzare le PMI delle città europee

ferraraNasce ufficialmente la Carta di Ferrara, il documento firmato dai rappresentanti di Vitrines d’Europe e Confesercenti che si rivolge alle autorità europee, nazionali e regionali e comunali, per salvare e valorizzare le piccole medie imprese commerciali e turistiche delle città europee.
La firma è avvenuta in occasione delle XIII giornate Europee del Commercio e del Turismo Urbano che si sono tenute a Ferrara domenica e lunedì e a cui hanno partecipato, oltre ai delegati di associazioni di diversi paesi europei, una folta rappresentanza della Confesercenti proveniente dalle Regioni italiane, nonché numerosi amministratori pubblici.
La Carta di Ferrara, in sintesi, chiede di porre una forte e concreta attenzione alle piccole imprese del commercio di prossimità, tra le più colpite dalle crisi, ma che rappresentano una funzione essenziale, sociale, economica e di servizio nelle città, per i suoi abitanti, per i frequentatori e i turisti essendo un presidio importante per la qualità della vita e per il territorio. Delle circa 6.200.000 imprese commerciali esistenti in Europa, infatti ben il 93,5% sono imprese con meno di 10 addetti (micro-imprese) un importante patrimonio economico e professionale che va salvaguardato e valorizzato.
Nella Carta si chiede di intervenire con urgenza con norme mirate, una sorta di “piano Marshall” per il commercio di prossimità a livello europeo, allo scopo di alleggerire la pressione fiscale, la burocrazia, contenere i canoni di locazione, ridurre i costi di fornitura dei servizi e agevolare le start-up e l’innovazione d’impresa.
E’ necessario – continua la Carta – valorizzare il ruolo e l’impatto economico che il turismo e la cultura hanno sulle altre attività economiche delle città e sulla vita quotidiana della popolazione residente e così anche i mercati municipali e i mercati su aree pubbliche come elementi imprescindibili del commercio di prossimità e che fanno parte della storia delle nostre città. Si chiede altresì di consentire un accesso agevolato e con bandi appositamente dedicati ai Fondi Europei 2014-2020 per le imprese del commercio, turismo e servizi, con misure operative che consentano la reale fruibilità dei contributi anche alle micro e piccole imprese con una particolare attenzione all’innovazione, supportando, tra l’altro, idonee strategie di sviluppo dell’e-commerce anche nel settore del retail.
Tra gli interventi chiesti nel documento c’è la richiesta di combattere con più forza il commercio illegale, il commercio abusivo, la contraffazione e le infiltrazioni della criminalità organizzata e non, nel tessuto economico. Si chiede inoltre di garantire alle p.m.i. un miglior accesso al credito e al mercato dei capitali. Tra le altre richieste anche quelle di potenziare e migliorare l’attrattività, l’accessibilità e la raggiungibilità delle città europee sia come poli commerciali che come destinazioni turistiche di modificare la Direttiva Europea Servizi (Bolkestein) e all’Unione Europea e ai Governi di attuare uno specifico programma con finanziamenti adeguati per incentivare l’aggregazione tra imprese commerciali e gli altri stakeholder dei centri urbani sotto forma di centri commerciali naturali, distretti urbani del commercio, town centre management, business improvement district, consorzi o reti di imprese.
Il Presidente di Vitrines d’Europe Stefano Bollettinari ha così commentato la due giorni ferrarese: “E’ stato un confronto molto intenso e che è andato diritto al cuore dei problemi delle p.m.i. delle nostre città e che per la prima volta ha considerato assieme, nella loro interdipendenza le imprese che operano nei centri urbani, da quelle commerciali e quelle turistiche, artigianali e dei servizi.
L’incontro è stato anche l’occasione per stringere un ulteriore accordo di collaborazione con un’importante associazione europea “Centre Ville en mouvement” che opera in Francia.
A conclusione di questo appuntamento molto partecipato, VITRINES D’EUROPE e CONFESERCENTI rinnovano il loro forte appello a tutte le Autorità pubbliche europee e dei singoli Stati a ricreare le condizioni e l’ambiente favorevole allo sviluppo delle piccole imprese nelle città e a rendere queste ultime sempre più vitali, attrattive, accessibili, sicure e sostenibili, per essere sempre maggiormente quei grandi centri in cui si concentra la gran parte della cultura e dell’economia europea”.
“Il confronto ed il dibattito che hanno caratterizzato questa XIII edizione delle Giornate Europee del Commercio e del Turismo Urbano – aggiunge Alessandro Osti, direttore Confesercenti Ferrara – hanno ribadito il valore economico e sociale della vitalità nei centri urbani. L’interazione tra cultura e turismo deve essere un valore di inclusione, non possiamo pensare al centro come ad un museo.
Anche le nuove modalità di interazione degli esseri umani, l’intreccio tra fisicità e virtualità devono rappresentare una strada da percorrere per il rafforzamento dell’economia dei Centri.
Questi tra l’altro sono stati i principi che hanno ispirato la formulazione dei nuovi bandi per accedere ai Fondi Europei”.
“Dobbiamo fermare il processo di desertificazione urbana in atto in Italia – conclude Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti – Pressione fiscale e crisi di consumi hanno portato ad un boom di chiusure di imprese commerciali – oltre 100mila negli ultimi due anni – che sta causando una nuova emergenza nelle nostre città: i negozi sfitti hanno superato la quota di 600.000, centomila in più rispetto al 2012. Bisogna intervenire urgentemente per invertire questa tendenza e rilanciare il commercio dei centri urbani, anche prevedendo zone defiscalizzate per dare maggiore impulso alle nuove aperture. Dobbiamo ricordare che i negozi urbani non sono solo una barriera al degrado cittadino, ma anche un volano per l’industria turistica ed il principale veicolo attraverso il quale la spesa dei visitatori ricade sul territorio. Non solo: la presenza di negozi fa rivivere i centri storici delle città, i quartieri, trasformando i rioni e le arterie storiche in potenti attrattori turistici, e propri ‘catalizzatori’ che svolgono il ruolo di potenziatori del valore storico-culturale dei nostri centri città”.

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