Autostrade. Un pasticcio indegno domina le gare per l’assegnazione delle aree di servizio. Le decine di ricorsi al TAR sul Decreto ferragostano di MiT E MiSE e l’andamento oscuro e a singhiozzo delle procedure di gara dei concessionari

area_servizioE alcune fra le Compagnie petrolifere che pubblicamente si scagliano contro l’alto livello delle royalty, nel chiuso delle “buste” raddoppiano le basi d’asta e arrivano a offrire fino al limite dei 100 €/KLT

Un pasticcio indegno e sempre più intricato domina ormai la vicenda della ristrutturazione della rete delle aree di servizio autostradali e delle gare per l’assegnazione dei servizi di distribuzione carburanti e ristorazione.
Vicenda – sarebbe bene tenerlo a mente – che ha per oggetto un bene pubblico dato in concessione (la viabilità autostradale) e interessa direttamente milioni di automobilisti, oltreché la grandissima parte dei beni che vengono trasportati sul territorio nazionale: un volume d’affari gigantesco tra pedaggi, royalty, servizi offerti e prodotti venduti.
Tutte condizioni che richiederebbero un ruolo guida e di controllo da parte delle Istituzioni e dei Ministeri dei Trasporti e dello sviluppo economico in particolare che, al contrario, dopo aver emanato in pieno agosto un Decreto impugnato decine di volte al TAR praticamente da tutti i soggetti interessati, sembrano essersi completamente richiusi nel silenzio e nell’inerzia.
In una tale situazione, molti provano – riuscendoci- a dare il meglio di sé: i concessionari “gestiscono” in modo del tutto opaco e incomprensibile procedure di gara che partono, vengono sospese, poi ripartono senza alcuna razionalità e trasparenza; alcune compagnie petrolifere – dopo aver denunciato pubblicamente i meccanismi di imposizione delle royalty ed il loro eccessivo livello economico – nel chiuso delle “buste” si sfidano a colpi di rilanci.
Si arriva, in alcuni casi, a più che raddoppiare la base d’asta e a produrre offerte mai toccate prima d’ora ormai alle soglie dei 100 euro per mille litri: cifre tanto assurde quanto inspiegabili, se si tiene conto che stando ai dati pubblicati dal Mise, il margine industriale lordo medio (vale a dire la parte del prezzo dei carburanti che, al netto delle tasse e del costo del prodotto, remunera l’intera filiera produttiva fino alla pompa) si attesta sotto i 150…Continua 

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