Cdm, via libera al Piano Lavoro

Rinviato di tre mesi l’aumento dell’Iva

Arriva il Piano Lavoro, in particolare per i giovani. Oggi il decreto legge ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri che ha approvato anche il rinvio di tre mesi dell’aumento di un punto percentuale (dal 21 al 22%) dell’Iva ed il decreto sulle carceri.
Le risorse per gli incentivi per nuove assunzioni, secondo la bozza del dl Lavoro sul tavolo del Consiglio dei Ministri, sono suddivise così: per il Mezzogiorno a 100 milioni per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015, 100 per il 2016. Per le altre Regioni 48 per il 2013, 98 per il 2014, 98 per il 2015, 50 per il 2016.
Il pacchetto lavoro coinvolgerà circa 200.000 persone: 100.000 saranno quelle che potranno beneficiare degli sgravi contributivi mentre altre 100.000 sono coinvolte nelle altre misure di “inclusione”, secondo quanto ha dichiarato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini al termine del Cdm. L’assunzione a tempo indeterminato di giovani tra 18 e 29 anni, che aumenta la base occupazionale, determina “l’azzeramento totale dei contributi per i primi 18 mesi” e per “12 mesi” nei casi di trasformazione in tempo indeterminato. “Il provvedimento per rilanciare l’occupazione, a partire da quella giovanile, con gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni di under 30 riguarda sia il sud che il centro nord”, ha chiarito il ministro.

RINVIO DELL’IVA. “Aumento al 100% dell’acconto Irpef, al 101% dell’acconto Ires e tassa al 58,5% del prezzo di vendita per le sigarette elettroniche”. Il rinvio dell’Iva – secondo quanto si legge nella bozza del dl all’attenzione oggi del Consiglio dei Ministri – grava sulle sigarette elettroniche e, in misura più consistente, sugli acconti Irpef, Ires e Irap dovuti nel 2013.
“In Parlamento – ha precisato il premier Enrico Letta durante la conferenza stampa al termine della seduta – si verificherà insieme alle commissioni parlamentari la possibilità di un ulteriore differimento dell’aumento dell’Iva» preludendo così allo slittamento di altri tre mesi, fino al 1° gennaio 2014, per affrontare la rivistazione della materia nell’ambito dell’approvazione della legge di stabilità”.

 

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