Pensioni: Inps, 535.573 nuove nel 2019. L’importo medio è di 1.126 euro

L’Istituto  registra un aumento significativo dei trattamenti anticipati (+29,4%) a 196.857, condizionato dall’introduzione di Quota 100

Nel 2019 l’Inps ha liquidato 535.573 nuove pensioni, in lieve calo dello 0,29% rispetto alle 537.160 liquidate nel 2018. Lo rende noto l’Istituto che aggiunge come l’importo medio tra tutte le gestioni e i diversi tipi di pensione sia di 1.126, euro contro 1.078 euro nel 2018.

Secondo quanto riportato dall’Istituto nel 2019 sono state liquidate 535.573 nuove pensioni, un dato poco più alto di quello del 2018 (537.160). Si registra un aumento significativo dei trattamenti anticipati (+29,4%) a 196.857, condizionato dall’introduzione di Quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 di contributi). Le pensioni di vecchiaia nel complesso hanno registrato un calo del 15,6% a 121.495 unità. Un numero molto inferiore alle uscite anticipate. Il dato rilevato al 2 gennaio 2020 è provvisorio dato che non considera le pensioni ancora in giacenza che hanno comunque decorrenza nel 2019.

Oltre alle 121.495 pensioni di vecchiaia e alle 196.857 anticipate sono state liquidate 41.644 pensioni di invalidità (in calo del 18,14% sul 2018) e 175.577 pensioni ai superstiti (-8,02%). Per la vecchiaia l’importo medio è di 685 euro al mese (ma 1.113 tra i lavoratori dipendenti), per le anticipata è di 1.873 euro (ma è di 2.101 per i dipendenti). Per le invalidità l’importo medio è di 718 euro mentre è di 689 euro per i superstiti. Cala l’assegno medio delle anticipate (da 1.995 del 2018 a 1.873) probabilmente perché quest’anno grazie a Quota 100 sono state erogate a fronte di un numero minore di anni di contributi. Le pensioni del Fondo lavoratori dipendenti sono nel complesso 298.773, stabili sul 2018, ma con un calo consistente delle uscite per vecchiaia (29,81%) e un aumento significativo di quelle anticipate rispetto ai 67 anni (+32,81%). In pratica quattro su cinque dei nuovi pensionati dipendenti sono usciti con un’età inferiore a quella di vecchiaia grazie all’introduzione di Quota 100 e al mantenimento dei requisiti per l’anticipata basata solo sui contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini) oltre alla finestra di tre mesi. Per la vecchiaia il calo delle pensioni è legato anche all’aumento di cinque mesi, scattato nel 2019, legato all’aspettativa di vita (da 66 anni e 7 mesi a 67 anni).

Per i commercianti le pensioni liquidate sono state 64.991 con le anzianità (27.677) che sono quasi il doppio della vecchiaia. Gli assegni sociali sono stati 37.303, in aumento rispetto al 2018 quando aumentò l’età minima per ottenerlo.

 

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