Turismo, i balneari scendono in piazza a Roma per denunciare la crisi del settore

Lardinelli: “Ridare certezze e futuro alle imprese balneari. Ora serve legge di riforma del comparto”


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“Il turismo rappresenta uno dei settori trainanti per l’economia nazionale e quello balneare ne è una componente fondamentale. Oggi siamo scesi in piazza uniti – afferma il presidente di FIBA Confesercenti Vincenzo Lardinelli insieme ai presidenti di  ASSOBALNEARI-Confindustria, SIB/FIPE-Confcommercio e OASI-Confartigianato durante il presidio di centinaia di imprenditori in piazza S.S. Apostoli a Roma– per difendere, ridare certezze e futuro alle nostre imprese balneari,  30.000 aziende del settore schiacciate da una normativa obsoleta, datata 1942. Le imprese non hanno più tempo da perdere: chiediamo al Governo, alle forze politiche ed alle istituzioni di lavorare subito insieme ad una legge di riforma che risponda alle richieste che da tempo avanziamo. Tra queste una diversa e più lunga durata delle concessioni demaniali marittime pari almeno a 30 anni da assicurare, in ossequio ai principi costituzionali di eguaglianza e parità di trattamento, anche alle imprese attualmente operanti al fine di salvaguardare la peculiare caratteristica di gestione familiare della balneazione italiana, attraverso la preminenza del fattore “lavoro” su quello del “capitale investito”; l’alienazione con diritto di opzione in favore dei concessionari delle porzioni di demanio marittimo;  il riconoscimento del valore commerciale dell’azienda balneare da trasformarsi in ristoro a favore del concessionario nel caso di una cessione coattiva in favore di terzi; infine, la modifica dei criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi che li renda ragionevoli, equi e sostenibili”.

Dal palco della manifestazione, a cui hanno partecipato anche autorevoli rappresentanti delle forze politiche e delle istituzioni, sono stati ribaditi i problemi delle imprese della balneazione attrezzata, dalla durata delle concessioni demaniali, con il venire meno del rinnovo automatico, al trasferimento parziale e contraddittorio di funzioni dallo Stato alle Regioni, in cui continua di fatto il colpevole ritardo delle Istituzioni nell’affrontare e risolvere la situazione di profondo malessere in cui versa il settore. Una condizione che rischia di espellere dal mercato migliaia di imprese e che ogni anno, alle porte della nuova stagione balneare, costringe a fare i conti con difficoltà ormai endemiche.  La manifestazione è stata organizzata in concomitanza con il tavolo interregionale sul demanio marittimo per chiedere, in particolare, una proroga delle concessioni “di almeno 30 anni”.
“Le nostre imprese balneari – hanno concluso i responsabili di categoria – hanno rappresentato un modello di riferimento in Europa. Ora lo  Stato – che per decenni ha garantito, con le norme e con la prassi amministrativa costante e uniforme, la continuità delle imprese e con essa  gli investimenti non solo di capitali, ma soprattutto del lavoro che ha comportato una vera e propria scelta di vita per oltre 100.000  persone – non può venir meno al suo impegno così solennemente assunto senza un adeguato e giusto rimedio”.

Il comunicato stampa

 

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